Nella prima metà del secolo scorso un Osteopata statunitense, il Dott. W.G. Sutherland, studiando approfonditamente l’anatomia del cranio umano si chiese perché la natura lo abbia dotato di quelle particolari “fessure” (suture), come elementi di giunzione fra le varie ossa. Dopo anni di osservazioni e sperimentazione, dedusse che le ossa del cranio si muovono tra loro e lo fanno grazie ad una spinta che viene da dentro la scatola cranica e si trasmette lungo l’asse spinale fino all’osso sacro.
IL "RESPIRO DELLA VITA"
L’elemento particolarmente curioso consiste nel fatto che una tale mobilità si esprime fondamentalmente a causa di una lenta pulsazione dell’organismo, che nulla ha a che vedere col cuore o con i polmoni: il Meccanismo Respiratorio Primario (MRP).
In pratica, il cranio pulsa lentamente e tale pulsazione si trasmette a tutto il resto del corpo.
La teoria più accreditata riguarda un liquido particolare che è contenuto nelle cavità del sistema nervoso centrale: il liquor o liquido cefalo-rachidiano. Si sa che esso viene ritmicamente prodotto e riassorbito da diverse strutture speciali che esistono dentro il cervello; tale meccanismo determina cicliche variazioni di pressione che fungerebbero da “motore” del MRP, che si esprime con il Ritmo Cranio-Sacrale (RCS).
L’esperienza del Dott. Sutherland rivelò anche che agendo con proporzionate modificazioni sul RCS e sulla derivante mobilità del Sistema Cranio-Sacrale, ne risultano effetti positivi sul sistema nervoso e sulle condizioni di benessere e salute dell’intero organismo.
Per questo e per personali intuizioni di natura più “spirituale” egli usò la definizione di “Respiro della Vita”.
Il Sistema Cranio-Sacrale (SCS) prende nome dalle ossa che si trovano alle due estremità del Sistema Nervoso Centrale (unico “luogo” del corpo in cui è presente il liquor) e sulle quali si inseriscono direttamente le membrane che lo avvolgono.
Da questo punto di vista, dato che il liquor svolge soprattutto un compito di protezione e nutrizione del SNC, il SCR è considerato un sistema fisiologico del nostro corpo, con un suo specifico funzionamento e dei compiti precisi.
Le difficoltà fisiche o emotive dell’Individuo si “mostrano” attraverso le alterazioni del RCS e della mobilità delle ossa del cranio e del SCS.
L’Operatore da opportunità al Soggetto di lasciar andare le “tensioni” e di tornare ad un miglior equilibrio di funzionamento, che è il presupposto per il ripristino della salute e del benessere globale dell’Individuo, permettendo ai naturali processi di autoguarigione di agire.
Il riequilibrio porta ad un evidente beneficio sul piano psico-fisico; perciò il trattamento cranio-sacrale è considerato disciplina Olistica, cioè che si occupa di tutto l’insieme psico-somatico dell’individuo nella sua interezza corpo-mente.
Il Dott. J. Upledger, ulteriore sviluppatore del trattamento cranio-sacrale nella seconda metà del ‘900, disse: "la separazione del corpo dallo spirito è artificiale; la terapia cranio-sacrale offre allora l'opportunità di ricostruire un senso di integrità corporea e di unità del tutto nei pazienti come nei suoi praticanti". La tecnica Cranio Sacrale è considerata uno dei più potenti e diffusi strumenti psicosomatici per la “salute globale”, grazie all’armonizzazione di corpo, mente e spirito.
Le tecniche di valutazione e correzione del sistema cranio-sacrale hanno una solida base scientifica ed affondano le loro radici in una conoscenza approfondita dell'anatomia e fisiologia umana. Tuttavia, l’impiego del metodo si estende ben oltre i confini dell’osteopatia e della fisioterapia moderna ed integra "i ferri del mestiere" di molti altri principi terapeutici.
Il trattamento cranio-sacrale é così delicato che risulta sicuro e non-invasivo anche nelle mani di chi non svolge attività professionale sanitaria; è adatto ed applicabile ad ogni età, anche le più “fragili”, e ad ogni condizione di sofferenza o patologia.






